Tre buone ragioni per ampliare la rete di vendita della tua azienda con venditori professionisti

La tua azienda fatica a raggiungere gli obiettivi di vendita, nonostante possa contare su un reparto commerciale dedicato? Potrebbe essere un chiaro segnale che è arrivato il momento di trovare venditori e ampliare la rete di vendita del tuo business: le ragioni a monte possono essere numerose e piuttosto varie, ma la complessità dei mercati e il loro essere oggi sempre più competitivi in genere basta da sola a spiegare perché venditori professionisti e agenti di commercio sono alleati irrinunciabili nella costruzione di una solida base di clienti. Qui di seguito proveremo ad approfondire insieme, invece, perché cercare nuovi agenti commerciali conviene e che risultati si possono ottenere più velocemente.

Perché cercare nuovi agenti di commercio per la propria azienda

Uno dei primissimi motivi per cui cercare degli agenti di commercio per la propria azienda ed evitare il fai da te nel curare le vendite è che non è detto che da imprenditori si abbiano le capacità e le conoscenze giuste per farlo e per assicurarsi buoni risultati. Da imprenditore è giusto che tu abbia una certa visione rispetto al tuo business e, proprio come succede per altre figure aziendali, ti circondi invece di tecnici, come gli agenti di commercio sono a tutti gli effetti, quando si tratta di portare a termine task specifiche. Un agente di commercio è, in altre parole, sempre aggiornato sui numeri e sulle tendenze del mercato, riesce a prevederli e a prevedere come si muoveranno i tuoi competitor ed è per questo che andrebbe coinvolto in tutte quelle decisioni che riguardano le vendite.

Non importa, come già si accennava, se c’è un reparto commerciale che già se ne occupa. Un agente di commercio può occuparsi – e in genere si occupadi singoli progetti come può essere una nuova linea di prodotti da far recepire dal mercato nel modo più corretto possibile o il tentativo di espandersi verso mercati diversi da quelli in cui si opera da sempre, specie se esteri, o ancora la necessità di affermarsi come distributori leader all’interno della propria filiera. L’alta specificità di obiettivi come questi fa sì che solo una rete di vendita distribuita e capillare possa portare alla loro realizzazione. Più in generale non c’è ragione per cui reparti commerciali e venditori non possano collaborare in vista della realizzazione degli obiettivi di vendita.

Qualcosa di simile si può dire anche per reparto marketing e agenti di commercio. L’errore in cui rischi di cadere quando investi budget (ingenti) in nuove strategie di marketing e per pagare esperti che ti aiutino a individuarle è credere che le stesse bastino, da sole, a farti vendere. Generalmente non è così, anche le più elaborate strategie di marketing da sole non bastano se non c’è un’efficace rete di vendita che rende effettivamente disponibile per l’acquisto il prodotto e faciliti, cioè, l’incontro tra prodotto e acquirenti, siano questi consumatori finali, distributori, altri attori della filiera, eccetera. Il compito di un (buon) agente di commercio, e la ragione per cui dovresti trovare dei buoni venditori professionisti per la tua azienda, è tarare sui singoli clienti e le loro esigenze, contribuendo a concretizzare, le strategie di vendita.

Quali sono i lavori più richiesti nel 2022?

Negli ultimi vent’anni il mercato del lavoro ha subito una profonda trasformazione. Oggetto di questo cambiamento è stato, prima di tutto, l’introduzione della digitalizzazione a tutti i livelli, e solo di recente la pandemia da coronavirus. A fronte di questi eventi rivoluzionari abbiamo assistito a un conseguente ampliamento dell’offerta di lavoro con la nascita di nuove figure professionali altamente specializzate. Infatti, tutte le società hanno iniziato ad operare nell’ottica del digital first. Un cambio di rotta che ha innovato interi dipartimenti al fine di rendere il lavoro più efficace ed efficiente.

Dunque, ci si chiede quali siano i lavori più richiesti in questo 2022.  Anche se alcuni settori stanno, purtroppo, ancora subendo la crisi economica dovuta al lockdown, in altri settori, grazie all’accelerazione del digitale e a seguito della pandemia, assistiamo ad una vera e propria ripresa economica importante. Indubbiamente, a seguito dell’emergenza sanitaria che ha investito il nostro paese dal 2020 fino ad oggi, il settore sanitario è quello che maggiormente presenta un’elevata richiesta di operatori del settore, tra i quali medici, infermieri ma anche Oss e badanti. Solo nel mese di gennaio 2022 sono stati assunti 21mila medici, circa 32mila infermieri e altre 30mila assunzioni riguardano altri operatori.

Quanto alla digitalizzazione i settori di IT e l’e-commerce sono quelli che maggiormente garantiscono maggiori opportunità lavorative. Secondo Forbes, tra le figure professionali maggiormente richieste ci sono i logistics Analyst e i Distribution Manager. Da non dimenticare sono gli esperti, tecnici e ingegneri, specializzati nella guida autonoma. Dunque, sono proprio gli ingegneri che domineranno il mercato del lavoro nel 2022. Secondo un’analisi di Linkedin, quest’anno tra le figure professionali più richieste ci  saranno l’ingegnere robotico, l’ingegnere del machine learning, data engineer, ingegnere full stack. Anche gli archetti sembrano essere molto richiesti come infrastructure architect e cloud architect. Non mancano poi gli specialisti nel settore della sicurezza informatica come il Cyber security specialist.

La trasformazione del mercato del lavoro verso una vera e propria rivoluzione tecnologica e digitale ha condotto ad una revisione di molti corsi di laurea, con il relativo ampliamento dell’offerta formativa. Numerosi sono i corsi accessibili presso le università statali, private o telematiche. A tal riguardo bisogna evidenziare un dato importante: tra i benefici apportati dalla pandemia non troviamo soltanto un’accelerazione della digitalizzazione ma anche una nuova prospettiva della didattica e-learning. Molti studenti hanno compreso che effettivamente i corsi di laurea telematici si distinguono da quelli statali solo per la metodologia. E proprio questo nuovo modo di apprendere e studiare ha fatto sì che sempre più future matricole facciano richiesta di iscrizione  presso università telematiche.

Si tratta di una metodologia didattica che consente la possibilità di conciliare il lavoro con la vita privata e lo studio, grazie a piattaforme accessibili 24 ore su 24. Ad oggi le lauree conseguibili in un’università online sono numerose e sempre più ambite grazie ad un’offerta formativa costantemente aggiornata ed in linea con le dinamiche del mercato del lavoro. In conclusione, nel 2022 i lavori maggiormente richiesti, oltre quelli legati al settore sanitario, afferiscono soprattutto al settore digitale: dall’ingegneria alla comunicazione fino alla privacy e cybersicurezza.

Come stirare correttamente: guida completa

Di solito hai problemi a stirare i vestiti per mancanza di abitudine? Stirare può sembrare un compito noioso e complicato, ma se segui questa guida in cui spieghiamo come stirare i vestiti, renderai i tuoi capi perfettamente lisci in pochi minuti. Stirare una camicia o dei pantaloni o forse un vestito è qualcosa che sembra essere fatto sempre meno. Gli attuali guardaroba o il fatto di avere una cabina armadio, fanno sì che i vestiti siano sempre ben stesi e impeccabili. Ma cosa fare quando li lavi e li ritrovi pieni di pieghe? Forse puoi appendere i vestiti in modo che le pieghe scompaiano, ma non tutte andranno via. Dovrai acquistare il miglior ferro da stiro, acquistare un asse su cui poggiare i tuoi capi e seguire le nostre linee guida. Vedrai come stirare non è così complicato come sembra.

Stirare correttamente: i passaggi da seguire

A tutti piace avere un armadio ben organizzato con vestiti ben stirati, ma non a tutti piace stirare o non sanno come farlo correttamente. Saper stirare fa la differenza e influenza anche la conservazione e la longevità dei capi. Per stirare bene procurati: un ferro da stiro, un asse da stiro e una bottiglietta di vaporizzatore piena d’acqua. Ecco tutti i passaggi da seguire:
  1. Posiziona l’asse da stiro. Nota importante: la tua mano dominante dovrebbe essere sul lato dove si trova l’estremità quadrata del dell’asse, cioè la parte su cui si poggerà poi il ferro da stiro. In altre parole: l’estremità quadrata va a destra per i destrimani e a sinistra per i mancini.
  2. Raccogli le provviste necessarie. Il ferro e il flacone spray riempiti d’acqua.
  3. Collega il ferro. Non dimenticare di scaricare l’acqua vecchia dal ferro e riempirla con acqua nuova.
  4. Accendi il ferro, impostalo sulla giusta temperatura. A seconda del tipo di indumento avrai bisogno di una temperatura o dell’altra. I ferri attuali hanno una ruota con disegni a seconda del capo o del tessuto da stirare con la sua temperatura corrispondente, ma per guidarti meglio devi sapere che i capi in cotone e lino vanno stirati ad alta temperatura, mentre il nylon o l’acrilico vanno stirati a bassa temperatura. Tutto ciò che è poliestere, lana o flanella può essere stirato a media temperatura.
  5. Posiziona l’indumento sull’asse da stiro e spruzzaci sopra dell’acqua.
  6. Inizia a stirare. Partendo dall’interno (se è una maglietta) o dal basso (se è un pantalone o un vestito), fai scorrere il ferro avanti e indietro, applicando la giusta pressione mentre procedi. Una volta stirato l’intero capo, giralo e ripeti sull’altro lato.
  7. Usa i polsini. Per le camicie bisogna sbottonare i polsini e stirare l’interno partendo dal centro e procedendo verso l’esterno. Ripeti l’operazione sull’altro polsino, facendo attenzione ai bottoni.
  8. Lavora il collo. Per camicie, t-shirt e abiti è importante stirare bene il collo. Puoi introdurre il capo attraverso il tavolo, facendo corrispondere la sua estremità appuntita con il collo del capo in questione. In questo modo puoi stirare dalla parte superiore del collo in giù, esercitando una pressione mentre procedi (enfatizzando le punte del collo o la curva, nel caso di una maglietta).
  9. La parte posteriore. Quando stiri il retro del capo, assicurati che sia aperto (con il retro rivolto verso l’alto) per una camicia o un vestito, o una giacca, o completamente allineato per i pantaloni. Lavora sul retro del capo esercitando una leggera pressione con movimenti rapidi e ampi dall’alto verso il basso.
  10. Stira le maniche. Per stirare le maniche di un capo qualsiasi è necessario appoggiarle in piano sull’asse da stiro e farle da parte a parte. Applicare una pressione moderata dalla spalla al bordo della manica e ripeti sull’altro lato della manica.

Come cambiare la batteria di un orologio?

A differenza degli orologi meccanici che funzionano in modo autonomo (carica manuale o automatica a seconda del modello), gli orologi al quarzo incorporano una batteria che attiva il meccanismo a orologeria. Nella maggior parte dei casi, si tratta di pile a bottone alcaline, al litio o all’ossido di argento, che variano in dimensioni e spessore.

Si trovano nella cassa dell’orologio e sono accessibili rimuovendo la piccola cover posteriore. A seconda che l’orologio abbia una cassa avvitata o agganciata, il metodo per cambiare la batteria differisce leggermente.

I migliori orologi da uomo sul mercato, solitamente, possiedono una cassa agganciata, questo dipende principalmente dal tipo di orologio che si vuole acquistare, sia esso un orologio militare, elegante o di legno. In questo articolo, ti spiegheremo passo passo e in modo semplice e veloce, come sostituire la batteria del tuo orologio.

Suggerimenti e raccomandazioni

  • Se il tuo orologio ha un’elevata resistenza all’acqua, è consigliabile chiamare un professionista perché dispone di tutta l’attrezzatura necessaria per eseguire una prova di impermeabilità e rimodellare nuove guarnizioni se necessario.
  • Non appena l’orologio si ferma o va male, rimuovi rapidamente la batteria difettosa poiché potrebbe produrre gocciolamenti corrosivi che possono danneggiare il meccanismo.
  • Verificate che la garanzia del vostro orologio non copra la sostituzione della batteria presso un gioielliere-orologiaio perché è sempre preferibile che venga eseguita da un professionista. Prestare attenzione anche alle garanzie che non funzionano più quando la scatola non viene aperta da uno specialista.
  • Salva la vecchia batteria per assicurarti di scegliere il modello giusto. Il riferimento è solitamente inciso su un lato. Numeri e lettere possono variare da una marca all’altra, quindi fai riferimento alla tabella di corrispondenza delle batterie a bottone in caso di dubbi.
  • Non gettare la vecchia batteria nella normale spazzatura perché è un rifiuto inquinante che deve essere trasformato. Contenitori specifici possono essere trovati agli ingressi dei supermercati e nei negozi di elettrodomestici.
  • Per ottenere una batteria al miglior prezzo, acquistala da un negozio online piuttosto che in una gioielleria o nei supermercati.
  • Consulta sempre il manuale dell’orologio perché alcuni produttori indicano con precisione la procedura di sostituzione della pila e le precauzioni da prendere.

Cambiare la batteria dell’orologio: i passaggi da seguire

È bene specificare che i kit di riparazione per orologiai, sono ormai disponibili su tutti i siti di e-commerce (a partire da 10 euro), includono tutti gli strumenti necessari per sostituire pezzi di un orologio o la batteria: pinze, cacciaviti, apri polsi, punzoni, martello da orologiaio.

Cambio batteria orologio – cassa agganciata

I professionisti usano un coltello da orologiaio per aprire l’orologio e una pinzetta per maneggiare piccole parti. Tuttavia, una lama di taglio o un cacciavite sottile, nonché una pinzetta, possono sostituire completamente questo materiale.

  1. Individua la tacca di apertura sul retro della cassa dell’orologio.
  2. Inserire la lama nella tacca per fare leva.
  3. Rimuovere la parte inferiore della custodia per accedere al vano batteria.
  4. Rimuovere l’anello di bloccaggio in plastica e la batteria difettosa.
  5. Posizionare la nuova batteria nel vano (nella direzione corretta).
  6. Riposizionare l’anello della cassa in plastica posizionando la tacca a livello dello stelo della corona.
  7. Chiudere il fondello posizionando la tacca a livello dello stelo della corona.

Se si tratta di un orologio a clip impermeabile, è preferibile utilizzare una pressa a leva dotata di una serie di tacchette per distribuire uniformemente la pressione esercitata alla chiusura della cassa e per garantire l’impermeabilità. Alcuni modelli di presse sono progettati anche per aprire e chiudere il vetro anteriore a tenuta d’aria e senza graffiare durante la riparazione di un orologio, sia esso piatto, concavo, rotondo o quadrato.

Cambio batteria orologio – cassa avvitata

Hai bisogno di un apricasse regolabile. Se si tratta di un orologio con cinturino in metallo, aprire la fibbia pieghevole prima di sostituire la batteria nella custodia. Per fare ciò, è necessario utilizzare un ago di installazione per rimuovere la pompa retrattile e aprire completamente il braccialetto.

  1. Posiziona l’orologio capovolto nella tua mano.
  2. Posizionare l’apriscatole sulle tacche sul retro e regolare la sua distanza.
  3. Rimuovere la parte posteriore ruotando gradualmente l’apriporta.
  4. Rimuovere l’anello di bloccaggio e la vecchia batteria.
  5. Inserire la nuova batteria nel suo vano.
  6. Sostituire l’anello della cassa posizionando la sua tacca a livello dello stelo della corona.
  7. Per prima cosa riavvitare manualmente la cassa dell’orologio, quindi eseguire il serraggio finale con l’apriporta.
  8. Chiudere la fibbia pieghevole del braccialetto di metallo.

Come prendersi cura delle pentole di terracotta?

Anche le pentole di terracotta migliori hanno bisogno di una cura speciale in modo che possiamo utilizzarle a lungo. Dalla tradizione della ceramica alla tradizione in cucina, questi utensili hanno la capacità di donare un intenso sapore anche a semplici ricette.  In questo articolo vi mostreremo come prendersi cura di questo tipo di pentole, oltre a conoscerne l’uso, la pulizia ed i vantaggi di cucinare in terracotta.

Pentole di terracotta: come rendere l’argilla resistente al calore

Prima di usare l’argilla per la prima volta, dobbiamo curarla. La polimerizzazione chiude i pori e rende l’argilla resistente al calore e agli sbalzi di temperatura. Effettuare questo processo solo la prima volta è sufficiente. Per svolgere bene questo processo è necessario: 1. Immergere la pentola in acqua la sera prima di utilizzarla (dovrebbero essere almeno 8 ore). Se vogliamo eliminare ogni sapore fangoso si può aggiungere un cucchiaio di aceto. 2. Prima di utilizzarla, è necessario asciugala per bene, dopo averla rimossa dall’acqua. Un buon fango è durevole e dovrebbe darti un buon servizio di 10-20 anni. I rischi maggiori, per un eventuale rottura, sono gli shock termici (sbalzi di temperatura molto improvvisi) e le cadute.

Pentole di terracotta: suggerimenti per l’uso e la pulizia

Oltre a stagionare vasi di terracotta o qualsiasi ceramica in generale, è necessario conoscerne il corretto utilizzo e pulizia. Pertanto, qui elenchiamo diversi suggerimenti in merito per la manutenzione di questi utensili da cucina tradizionali.

Come utilizzare una pentola di terracotta?

  • Può essere utilizzata su piani cottura a induzione (con adattatore) o in vetroceramica e nel microonde.
  • Il riscaldamento della pentola di terracotta deve essere progressivo ed è consigliabile cuocere a fuoco basso o moderato, mai forte. Si consiglia l’uso di un fuoco leggero di diametro simile a quello del vaso di terracotta da utilizzare.
  • Il cibo non deve essere congelato o troppo freddo.
  • La cottura prosegue per un po’ dopo aver tolto il contenitore dal fuoco. Piccolo suggerimento: spegnere il fuoco prima che il cibo sia completamente cotto, poiché questo tipo di pentola è un ottimo conduttore.
  • Cerca di non battere la pentola mentre è calda. Va maneggiata con cura, ricordando che anche le maniglie si scaldano.
  • Se la pentola è calda, riposala su un sottopentola. Non rimuovere mai l’argilla dalla fonte di calore per posizionarla direttamente su pietra fredda o marmo.
  • Per mescolare, niente di meglio di un cucchiaio di legno o di silicone.
  • Raccomandazione: se usi una pentola di terracotta per cibi salati, usala sempre per cibi salati.

Come pulire una pentola di terracotta?

  • Non mettere mai la ceramica a lavare appena tolta dal fuoco o dal forno. Devi lasciarla raffreddare per farlo. Lo shock termico può rompere o danneggiare la parte.
  • L’argilla refrattaria viene pulita con acqua e sapone. Non utilizzare spugne metalliche o pagliette metalliche. Meglio evitare detersivi sintetici, l’ideale è usare sapone delicato.
  • Nel tempo, a causa della sua porosità, il fango può assorbire e rilasciare odori. In questo caso, il bicarbonato di sodio è l’opzione migliore per pulirlo. Lavare la pentola, fare una pasta con acqua e bicarbonato, stendere il tutto sull’argilla con l’aiuto di un pennello, lasciare agire per almeno mezz’ora e risciacquare con acqua.

Vantaggi della cottura in terracotta

Infine, 7 consigli per far passare di generazione in generazione le tue pentole di terracotta. 1. Possono essere utilizzate prima sul fuoco e poi portate direttamente al forno, ottenendo una cottura uniforme. 2. La sua porosità e la sua capacità di far fuoriuscire il vapore in eccesso, mantengono il grado di umidità necessario per una migliore cottura dei cibi. 3. Le pentole di terracotta sono ideali per la preparazione di piatti tradizionali, la preparazione di cibi in modo lento, come stufati con legumi, stufati di carne e verdure, che richiedono lunghi tempi di cottura. 4. Le carni sono ottime da cuocere in questo tipo di pentole, con pochissima acqua, cuociono in modo lento e ottimale. 5. In generale, il cibo cucinato in questo modo è percepito come più saporito e inoltre non si attacca. 6. Le pentole di terracotta sono completamente riscaldati, quindi dobbiamo stare attenti quando le maneggiamo. La cottura è più uniforme grazie alle temperature che si raggiungono non solo sul fondo ma anche sui lati e sul coperchio. 7. I cibi si mantengono al caldo a lungo. Speriamo che questo articolo ti abbia aiutato a mantenere intatta la tua pentola in terracotta come il primo giorno. Abbi sempre cura dell’utensile dove cucini, lo apprezzerai nel tempo.

Caratteristiche di un buon materasso e come sceglierlo

Quando si tratta di acquistare un materasso sono tanti i dubbi che ci assalgono quali caratteristiche deve avere? Esistono materassi diversi per età diverse? Quale si adatta meglio ai miei gusti e alle mie esigenze? 

Dormire su un buon materasso è fondamentale per avere un buon riposo e quindi, una buona salute. Un buon sonno aiuta il sistema immunitario, il sistema nervoso, migliora la circolazione sanguigna, aiuta il sistema locomotore, il cuore, il cervello, il metabolismo, gli occhi e la pelle. Se al mattino hai dolori sul tutto il corpo e mal di testa, devi assolutamente cambiare il materasso.

L’importante non è dormire più o meno ore (purché siano rispettate le 7 ore minime) ma quanto sia profondo e ristoratore il sonno. Un sonno senza interruzioni è molto importante per svegliarsi completamente riposati la mattina dopo.

La pressione che il materasso esercita su di noi a volte ci porta a svegliarci molte volte durante la notte, per dover cambiare posizione. Questo problema però è facilmente risolvibile. I moderni materassi in memory foam, ad esempio, non esercitano alcuna pressione sul corpo e molto spesso annullano definitivamente ogni tipo di dolore.

Più di un terzo della nostra vita la passiamo su un materasso quindi, perché non sceglierne uno adatto?

Caratteristiche di un materasso

  • Non dovrebbe essere né troppo duro né troppo morbido .
  • Fermo , in modo da sostenere bene il nostro corpo, ma senza mettersi a disagio.
  • Omogeneo. Non deve presentare cedimenti o spazi vuoti.
  • Adattabile al nostro corpo e dobbiamo rispettare la nostra naturale curvatura della colonna vertebrale.

Tipi di materassi

  • I materassi la schiuma può essere composta da diversi materiali, forse il più noto è quello del poliuretano . Questi materassi possono essere tagliati per adattarsi a tutti i tipi di corpo e hanno un prezzo inferiore rispetto al resto. Lo svantaggio principale è che la temperatura non è regolata.
  • Il materassi a molle respirano meglio e non presentano problemi di umidità, quindi sono indicati per chi ha tendenza alla sudorazione notturna. Tipi:
    • Molle indipendenti: nucleo con più molle metalliche verticali che si restringono nella parte centrale e sono collegate da fili metallici. Sono abbastanza economici.
    • Molla continua: solo filo metallico.
    • Molle insacchettate: Centinaia di molle indipendenti imballate in sacchetti di tessuto individuali e tenute insieme da una stretta presa. È un’ottima opzione per i letti matrimoniali in quanto consente una maggiore indipendenza per ogni persona. All’interno dei materassi a molle è un po’ più costoso.
  • I materassi in lattice si adattano meglio al corpo umano che molle. Offrono una maggiore fermezza e sono molto flessibili, inoltre isolano molto bene il calore. Tipi:
    • Lattice sintetico: si ottiene utilizzando una formulazione di lattice sintetico.
    • Miscela: può prendere da un 20% fino al 50% di lattice ed è combinato con schiume. Sono meno pesanti e producono meno umidità.
    • Lattice naturale: a 50% del materasso è in lattice e il resto è un altro materiale.
  • Sono disponibili anche una serie di materassi speciali come ortopedico, per le persone che trascorrono molto tempo a letto a causa di malattie. Per le persone sane non sono consigliati.

Come scegliere il materasso perfetto per te?

  • Di solito dormi da solo o con qualcuno? Esistono dei materassi che consentono una maggiore indipendenza nell’esecuzione dei movimenti.
  • Quanto sei alto? I piedi non dovrebbero mai essere fuori dal materasso.
  • Quanto pesi? Se hai un peso elevato, il tuo materasso dovrebbe essere rigido. Le persone più magre dovrebbero usare materassi con maggiore flessibilità per distribuire meglio il peso.
  • Il materasso per la tua residenza è usuale, per una camera per gli ospiti o per la tua seconda residenza? Ovviamente un materasso non dovrà avere la stessa qualità se lo utilizzerai tutti i giorni o solo sporadicamente.
  • Come dormi? Se dormi a pancia in giù, hai bisogno di un materasso leggermente più duro. D’altra parte, se dormi in posizione fetale, è meglio che il tuo materasso abbia un po’ meno fermezza, in modo che sia migliore per la schiena.
  • Com’è il clima della tua città e la tua temperatura corporea? I materassi a molle sono consigliati per i luoghi caldi o per le persone calde, e i materassi in lattice o le schiume memory sono meglio per luoghi freddi o persone fredde.

Forare il cemento armato: guida alla scelta delle carotatrici

Quando ci si trova a dover forare il cemento armato è meglio avere le idee chiare, altrimenti si potrebbero fare danni o semplicemente perdere tantissimo tempo ottenendo un pessimo lavoro.

Soprattutto se non si è del mestiere è utile chiedere consigli precisi, se proprio non si vuole chiamare un professionista a svolgere il lavoro.

Ci sono un po’ di cose da conoscere prima di impugnare una carotatrice e spingere il foretto diamantato nel muro. Vediamo quali sono le cose da sapere per fare la scelta giusta.

Tipi di carotatrici

Iniziamo con il dire che c’è una grande differenza tra un trapano e un carotatore. Montando un foretto su un comune trapano si potrebbero avere spiacevoli sorprese andando poi a forare cemento armato o altri materiali molto duri. Ci si potrebbe fare anche molto male in caso si bloccasse l’utensile.

Le carotatrici hanno meccanismi tecnologici che li rendono più sicuri e performanti, come ad esempio la frizione e dispositivi per la micro percussione.

Fatta questa importante precisazione per salvaguardare la salute, passiamo a vedere le diverse caratteristiche che differenziano le carotatrici.

Se si prende in esame il modo con cui si sostiene la macchina durante la foratura si possono dividere definire due categorie:

  • Carotatrici manuali
  • Carotatrici stazionarie

Le prime sono impugnate dall’operatore come altri elettroutensili da cantiere, mentre le seconde hanno una struttura di supporto a cui sono assicurate.

Possiamo anche differenziare il tipo di lavoro che si fa con queste macchine per il carotaggio a seconda del tipo di raffreddamento che necessitano gli utensili abrasivi che vengono montati:

  • Carotatrici a secco
  • Carotatrici a umido (o ad acqua)

L’acqua raffredda l’utensile diamantato e aiuta nel raccogliere le polveri che si generano con l’abrasione e che devono fuoriuscire dalla cavità. Nel caso di fori a secco viene utilizzato un’aspirapolvere per non inalare il materiale volatile e non diffonderlo tutto attorno all’area di lavoro.

Su quali materiali si usano le carotatrici?

Con il giusto utensile diamantato una carotatrice può forare praticamente ogni tipo di materiale presente in un edificio.

I materiali più comuni su cui una carotatrice con foretto diamantato può lavorare sono: cemento armato, calcestruzzo, asfalto, granito, marmo, pietre abrasive in generale, gres porcellanato, mattoni e altri laterizi.

Quali sono gli utensili per carotatori?

Non si parla di punta come per i trapani in questo caso, ma, come si è già visto nelle righe precedenti, gli utensili per i carotatori si chiamano foretti.

Per essere precisi è meglio prendere in considerazione i foretti diamantati come quelli prodotti da Workdiamod (per fare l’esempio di un’ottima azienda italiana).

Questi utensili hanno una corona che può essere continua o segmentata con la presenza di grani di diamanti sintetici miscelati a polveri metalliche che permettono di scavare tutti i materiali precedentemente citati.

Anche i foretti sono di diversi tipi e bisogna scegliere quelli adatti alla foratura a secco o a umido. Ora che conosci le nozioni di base non ti resta che scegliere la carotatrice giusta per te insieme al giusto utensile diamantato.

Trasloco fai da te: le voci di spesa

Contattare un’azienda di traslochi per trasferire i propri averi verso una nuova abitazione viene da molti considerata una spesa eccessiva a prescindere. In realtà anche il trasloco fai da te ha dei costi, che non sempre sono facili da valutare, soprattutto da parte di chi non li ha mai sostenuti. Quanto costa noleggiare un furgone per il trasloco? Quanto si spende di imballaggi? Sono necessarie autorizzazioni o altri adempimenti burocratici? Rispondere a queste domande permette di valutare al meglio se sia conveniente il trasloco fai da te o se invece sia consigliabile contattare dei professionisti.

Le spese vive

Le spese vive quando si trasloca riguardano il costo del noleggio di un furgone, il carburante e tutto il materiale per imballare, inscatolare e proteggere mobili e oggetti. Per quanto riguarda il furgone, il costo dipende da una serie di fattori, tra cui ovviamente le dimensioni del furgone stesso, il chilometraggio da percorrere e la durata del noleggio. Se si deve trasportare una grande mole di oggetti può essere consigliabile noleggiare un mezzo con il conducente. Ovviamente se si conosce qualcuno che è pronto a prestarci il furgone, il più è fatto e le spese diminuiscono ampiamente. Gli imballaggi, lo scotch da pacchi, le scatole, si possono in parte reperire in negozi e centri commerciali, anche gratis se si tratta di scatole. La spesa non è eccessiva, ma sicuramente incide sul conto totale del trasloco. Conviene ricordare che le scatole dovranno essere pulite, da evitare quelle che hanno contenuto alimenti freschi, perché potrebbero ospitare insetti, muffe o funghi.

Il tempo da impiegare

Chi lavora per se stesso tende a non calcolare le ore che impiega, come se non avessero un valore. Se però queste ore sono tolte ad altre attività, o sono utilizzate per svolgere compiti gravosi, ovviamente un “costo” ce l’hanno. Forse non costano nulla dal punto di vista economico, ma hanno un costo importante per quanto riguarda la salute, la possibilità di stare con chi amiamo, le necessità di dover rinunciare ad attività che ci piacciono. Se poi dobbiamo chiedere aiuto a degli amici o a parenti, la cosa è ancora più importante da valutare in modo accurato. Qualsiasi amico sarà disposto a dedicarci 3-4 ore del suo tempo; diversa la situazione se il trasloco si protrae per un paio di giorni, o se ci si sposta verso luoghi lontani.

Adempimenti burocratici

Si deve poi anche ricordare che traslocare può anche portare alla necessità di richiedere dei permessi, o di svolgere altri adempimenti burocratici. Si pensi ad esempio a chi è costretto a parcheggiare il furgone del trasloco in una zona a traffico limitato, o in un luogo in cui impedisce il passaggio ad altre vetture. In queste situazioni è obbligatorio avvisare la pubblica sicurezza, in modo da non correre il rischio di pesanti multe. Nel caso in cui ci si debba trasferire all’estero potrebbe essere necessario far passare i propri averi attraverso una dogana, chiedere ai professionisti del settore in questi casi rimuove una serie di fastidi non indifferente.

Come creare un sito in Joomla

Dopo aver installato Joomla sul nostro computer occorre procedere alla costruzione del sito che vogliamo creare, senza però cedere al tentativo di metterlo on line se non è ancora finito. Scaricarlo è davvero un gioco da ragazzi dato che possiamo farlo semplicemente scaricando gratuitamente il CMS dal sito ufficiale. In questo modo possiamo lavorare sulla progettazione senza avere necessariamente una connessione remota. L’installazione nel web server sarà poi necessaria per andare a creare un database di partenza. In tal senso prima di accedere alla vera installazione dei componenti figurativi aprite XAMMP e create un profilo con username, password e nome del DB. Arrivati a quel punto vi basterà eseguire l’installazione del CMS in ogni sua parte.

Come creare un sito in Joomla

Come primo passaggio avremo la possibilità di cambiare il template tra una miriade di proposte e soluzioni, e senza che questa modifica vada ad alterare il contenuto dei nostri articoli e la gerarchia dei nostri menù. Successivamente ci verrà richiesto di installare plugin e componenti tramite dei pacchetti aggiuntivi che hanno il preciso scopo di ampliare il raggio d’azione delle sue funzionalità. Tali plugin, dal calendario alla programmazione degli eventi, rientrano nella categoria delle estensioni che si rivelano necessarie per potenziare l’affidabilità del sito offrendo un elevato livello di servizi integrativi che vanno a migliorare l’esperienza del nostro progetto on line. In quest’ottica possiamo consultare i vari preventivi siti joomla presenti attualmente on line.

Leggi tutto “Come creare un sito in Joomla”

I cancelli automatici e la normativa di sicurezza

Quante volte abbiamo azionato con il telecomando l’apertura del cancello del condominio? Almeno un paio di volte al giorno, quindi nel corso degli anni si apre e chiude il cancello decine di migliaia di volte.

Eppure è molto raro pensare che i cancelli automatici possano essere pericolosi. Solo quando la cronaca porta alla luce un triste caso in cui qualcuno si è gravemente ferito a causa di esso, si comincia a pensare di far revisionare tutte le aperture elettriche del condominio.

In realtà basterebbe chiedere all’amministratore di condominio se viene rispettata la normativa per i cancelli automatici condominiali. Se ci si avvale di un professionista per la gestione del nostro condominio, ci darà tutte le informazioni sulla manutenzione e le verifiche fatte.

Cancelli automatici: normativa e responsabilità

La manutenzione obbligatoria dei cancelli automatici è descritta nella Direttiva Macchine recepita dal Dlgs. 27 Gennaio 2010, n.17. Il decreto legislativo detta le regole per tutto ciò che è inserito nelle seguenti categorie:

  • macchine
  • attrezzature intercambiabili
  • componenti di sicurezza
  • accessori di sollevamento
  • catene, funi e cinghie
  • dispositivi amovibili di trasmissione meccanica
  • quasi-macchine

Per quanto riguarda i condomini, le verifiche non solo devono essere fatte sugli impianti elevatori, ma anche su porte automatizzate e, appunto, cancelli motorizzati, perché anch’essi vengono considerati macchine.

La responsabilità in caso di danni arrecati dal cancello malfunzionante ricade sull’amministratore di condominio o, in sua assenza, coinvolge i condomini.  Il buon senso e la legge ci dicono che è meglio fare costantemente le verifiche obbligatorie, così da essere sicuri che tutto sia a norma.

Registro manutenzione cancelli automatici e controlli

Nel registro di manutenzione devono essere annotati tutte gli interventi fatti dall’installazione in poi, comprese le eventuali riparazioni. Solo in questo modo si può essere certi di chi e quando ha lavorato sul nostro cancello automatico.

Quando un organismo di certificazione interviene per fare i controlli dell’impianto chiede di visionare tutta la documentazione rilasciata dall’installatore e, naturalmente, il registro delle manutenzioni.

Accertato che tutti i documenti siano corretti e siano presenti i marchi CE, ove richiesto, chi fa l’ispezione procederà a valutare funzionalmente il cancello motorizzato. Ciò che deve essere valutato è il rischio dell’impianto e, quindi, gli eventuali elementi che potrebbero essere pericolosi. In particolare vengono accuratamente testate le parti mobili e i sistemi di sicurezza per evitare schiacciamenti, intrappolamenti, sollevamenti.

Se non sono presenti elementi a rischio, viene valutato lo stato generale della struttura e misurata la forza d’impatto della chiusura. Bisogna sempre ricordarci che in un condominio, ma anche in una casa privata, il pericolo non viene solo dall’impianto elettrico o da quello del gas, ma anche elementi pesanti e in movimento come il cancello automatico.

Per essere certi che tutti gli impianti siano a norma si deve fare intervenire un organismo di certificazione come Eurocert che può verificare i cancelli automatici e la normativa di sicurezza.